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  • ATTUALITÀ

  • 2 ottobre 2015

    Il 17 settembre a Varsavia è stata aperta la nuova sede del Museo di Katyn, come tributo alle vittime dell’eccidio di Katyn avvenuto nel 1940 e come riconoscimento a coloro che per anni hanno cercato di far emergere la verità su questo crimine. Dopo il Museo della Risurrezione di Varsavia è il secondo spazio museale moderno che ricorda gli avvenimenti più importanti della storia della Polonia.

    Il museo di Katyn rappresenta assieme al Museo della Risurrezione di Varsavia, un altro posto che – come credo – diventerà un luogo di pellegrinaggio nazionale. Ed anche luogo di pellegrinaggio educativo – per i militari (...), per i giovani. (Credo) che sarà molto visitato e diventerà celebre e che molti giovani nel nostro Paese diranno: ci sono due posti a Varsavia che bisogna andare a vedere per avere una conoscenza più profonda della Polonia: il Museo della Risurrezione di Varsavia e il Museo di “Katyn” – ha detto il Presidente della Repubblica di Polonia Andrzej Duda durante la cerimonia di apertura della nuova sede del Museo.

     

    Il filo conduttore del Museo di Katyn è la strada. La strada che condusse quasi 22 mila cittadini polacchi, di cui oltre 10 mila ufficiali dell’esercito e della polizia, attraverso la prigionia fino ai luoghi di massacro, dove furono uccisi dalle mani dell’NKVD, la polizia segreta dell'Unione Sovietica. Il percorso da dove inizia la visita del Museo di Katyn è sulla Piazza d’Armi, che si trova nella vasta area di 3,5 ettari nel parco della Cittadella di Varsavia. Là furono piantati 90 carpini in file ordinate, come se fossero dei soldati che fanno la guardia al Museo. Al centro si erge una croce di quercia.

     

    „Stiamo oggi aprendo il museo che fu atteso da generazioni di polacchi. Il museo che ricorderà il crimine commesso sul popolo polacco dal totalitarismo sovietico,” – ha detto il Primo Ministro Ewa Kopacz durante la cerimonia di inaugurazione del Museo di Katyn nella Cittadella di Varsavia.

     

    Il percorso porta in seguito all’edificio di Cittadella, una fortezza del XIX secolo, dove l’esposizione museale si estende ai due piani. In primo luogo i visitatori apprendono le circostanze del massacro di Katyn. Le informazioni sono visualizzate su schermi multimediali posti nelle cassette. Successivamente, utilizzando una particolare piattaforma, i visitatori scendono al livello denominato „Testimonianza”. Vi sono conservati circa  5,5 mila artefatti autentici, recuperati dalle fosse di Katyn. Segue il Viale degli Assenti e l’Epitaffio di Katyn. Per raggiungere l’uscita del Museo sulla Piazza d’Armi, i visitatori dovranno salire una grande scalinata divisa in due da una stretta fessura dove scorre un ruscello d’acqua che porta fino all’Epitaffio che simboleggia lo sforzo di molte persone, specialmente dei famigliari delle vittime di Katyn, che cercano di far emergere la verità sui fatti accaduti nell’aprile del 1940.

     

    Nella primavera del 1940 nei pressi di Katyn vicino a Smolensk, Miednoie vicino a Tver, Bicovnia vicino a Kiev o Piaticatec un sobborgo di Harkov e verosimilmente anche in Bielorussia l’NKWD, la polizia segreta dell'Unione Sovietica, uccise quasi 22 mila cittadini polacchi, di cui oltre 10 mila ufficiali dell’esercito e della  polizia. La decisione dell’esecuzione dei “prigionieri” fu presa dalle più alte autorità dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Fu inclusa nella delibera dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione (Bolscevica) del 5 marzo 1940 (la cosiddetta decisone di Katyn). Solo nel 1990 l’URSS ammise ufficialmente che il crimine fu commesso dall’NKVD (precedentemente le Autorità Sovietiche hanno sempre negato la propria responsabilità per il crimine commesso).

     

    “La Polonia deve avere un cuore grande per tutte le vittime e per i loro cari. Da tempo sta dimostrando di avere questo cuore grande. E’ un incarico gigantesco, perché bisogna fare ricerche, esumazioni, identificazioni, ovunque sia possibile e costruire i cimiteri “– ha detto durante l’apertura della nuova sede Andrzej Kunert, il Segretario del Consiglio per la Commemorazione dei Combattimenti e del Martirio e capo del gruppo di lavoro che ha creato il progetto storico ed espositivo del Museo di Katyn.

     

     

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